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La norma italiana per gli impianti elettrici (CEI 64-8;V3) da questa defininzione:

L’impianto domotico è l’insieme dei dispositivi e delle loro connessioni che realizzano una determinata funzione utilizzando uno o più supporti di comunicazione comune a tutti i dispositivi ed attuando la comunicazione dei dati tra gli stessi secondo un protocollo di comunicazione prestabilito.

L'impianto elettrico di una casa è fatto di prese, punti luce e interruttori.  Anche quello domotico, giusto si usano più spesso i pulsanti.  Semplice, no?  ... e allora dov'é la differenza?
Vediamo cosa cambia in un appartamento o villa.

Sensori ed attuatori

I sensori sono le cose che servono per capire cosa sta succedendo: gli uomini hanno cinque sensi, ma ne hanno anche gli impianti.  Un termostato sente la temperatura, un pulsante sente se qualcuno lo ha premuto, una telecamera vede chi c'é, un rilevatore ad infrarossi controlla se passa qualcuno, un sensore di acqua sente se ha piovuto oppure se c'é una pozzanghera in bagno o in cucina, un sensore gas annusa l'aria per controllare che non ci siano perdite.

Gli attuatori servono per fare: il cervello dell'uomo comanda la voce o i muscoli.  Negli impianti fanno accendere una luce, aprire un cancello, accendere la caldaia, suonare una sirena, aprire una tapparella, partire una telefonata o un sms.

Poi ci sono le parti dell'impianto che non vediamo mai: il quadro dell'automatico ed un buon numero di scatole, murate nei tramezzi e chiuse da coperchi con viti. 

L'impianto elettrico tradizionale 

Nell'impianto elettrico tradizionale sensori ed attuatori sono un pezzo unico: l'interruttore.  Molto semplice, sopratutto economico.  Il tasto, che premiamo, fa scattare il contatto che accende la luce.

Peccato che sia attaccato ad un paio di fili che devono fare il giro della stanza.  Se poi le luci sono due, i fili diventano quattro.  Se la stanza è grande e abbiamo due interruttori per parte, i fili diventano otto.  Se voglio averne uno al piano superiore, il giro lo fanno per tutta casa.  Vabbe', ma chi se ne importa, tanto questo lo fa l'elettricista. Si, ma continua a leggere!

Quando vogliamo accendere o spegnere una luce, basta alzarsi, andare a cercare l'interruttore.  Prima di uscire di casa, un bel giro di controllo ed in qualche minuto è tutto spento e chiuso.  Se usciamo di fretta, è facile che la luce rimanga accesa o la finestra aperta, pure che ci si dimentichi di inserire l'allarme.

Che barba! Beh, basta avere un distinto maggiordomo, che si occupa di tutto.  Oppure ...

L'impianto domotico

La domotica applica le migliori qualità dell'elettronica alla casa.

Per prima cosa gli attuatori diventano più intelligenti: la luce posso sempre accenderla e spegnerla dal suo interruttore, ma non solo! Anche dal telecomando: quello a infrarossi del televisore, quello radio del cancello o dal telefonino se sono fuori.

Si può anche spegnere da sola: quando fuori c'é il sole, oppure se sono uscito di casa.  Con un solo tocco se ne possono accedere più di una, insieme alle tapparelle che si aprono. 

Tutti i componenti dell'impianto sono collegati fra di loro da un solo cavo, il cosiddetto BUS, al posto di una miriade ci cavi che passano dentro le scatole.

Quindi i comandi posso essere separati dagli attuatori, basta che siano connessi al bus: il tecnico che installa l'impianto configura il tutto secondo il progetto ed i nostri desideri, anche se ci ripensiamo all'ultimo momento.

In più dell'impianto tradizionale c'é l'alimentatore, che però sta nascosto dentro il quadro elettrico. 

Lavori in casa

Per aggiungere un punto luce (a muro, a soffitto o attaccato ad una presa comandata da un interruttore) bisogna chiamare un elettricista, che verifica se si può fare ed aggiunge qualche filo ed i pezzi nella scatole (li chiamano frutti, perchè stanno attaccati ai rami dell'impianto elettrico).

Ma se il filo non passa?  O si rinuncia, o ci si tiene il filo in vista (dentro una canalina) oppure si chiama il muratore, che fa una traccia nel muro e ci mette dentro il nuovo tubo.  Certo, se non c'e' nulla il muratore bisogna chiamarlo per forza.

L'elettricista ci dice dove va messo l'interruttore per la nuova luce e non ci lascia possibilità di scelta: dove vogliamo noi è impossibile, il filo non ci passa, la scatola è piena, ci vuole troppo tempo.

Con l'impianto domotico, per fare un nuovo punto luce bisogna sempre mettere l'attuatore dove decide l'elettricista, ma il pulsante di comando può stare dove ci pare: basta collegarlo al bus e dirgli chi deve comandare.  Più semplice per noi e per l'elettricista, mai impossibile.

Se poi decidiamo di rivoluzionare casa, almeno abbiamo un problema in meno.

Gli automatismi

L'automazione è la tecnologia che aiuta l'uomo , sostituendolo con delle macchine che fanno i lavori più gravosi o ripetitivi. In casa sono gli apriporta, il cancello elettrico, le tapparelle a motore, i lucernai, le tende da sole.

Tutte le marche dispongono di schede elettroniche che li comandano tramite tutti i mezzi possibili, compresi sensori luce, vento e pioggia.

La domotica, senza gli automatismi, può poco.  Quello che fa in più è l'integrazione: ogni cosa funziona per conto proprio, ma può lavorare insieme con tutti gli altri.

Funziona sempre ?

E' come per la automobili, dove l'elettronica è già di casa da un pezzo e quelle buone non si rompono mai.

Per la casa c'é più da fare, perché si costruisce molto al risparmio e quando compriamo casa difficilmente troviamo qualcosa di più di un impianto tradizionale.  Ma le grandi marche - d'oltre oceano, continentali e italiane - sono molti anni che lavorano con l'elettronica ed i microcomputer sono ora abbastanza piccoli ed economici.

Si rompono sempre le solite cose, cioè i pulsanti ed i contatti: costano pochi euro l'uno e li possono cambiare tutti.

Negli impianti più belli troviamo anche panelli senza fili e computer collegati alla televisione, ma sono solo appendici: se non funzionano possiamo fare come una volta, in attesa che il PC si riavvii o venga il tecnico.

La manutenzione

Qui è come per la caldaia del riscaldamendo o l'auto: bisogna far fare i lavori ad un tecnico specializzato, che conosca quello su cui mette le mani.  Se lo vogliamo, l'impianto domotico può essere anche controllato o modificato da un tecnico che si connette tramite il telefono.

ASCIA S.r.l. - Domotica & Building Automation

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