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Domotica per migliorare l'autonomia dei parkinsoniani PDF Stampa E-mail

(ASCA) - Roma, 10 nov - Aumenta il numero di persone coinvolte e diminuisce l'eta' di esordio della malattia: un malato su 4 ha meno di 50 anni e peggiora la percezione della qualita' della vita. Il 75% dei malati gestisce la propria esistenza in relazione alla terapia da seguire, piu' della meta' ha problemi a lavarsi e vestirsi e quasi il 50% ha difficolta' a parlare e a organizzarsi autonomamente.


Di queste difficolta' si e' parlato oggi nel Convegno in corso a Roma presso l'Istituto superiore di sanita', organizzato dall'Associazione Azione Parkinson con il patrocinio del Consiglio nazionale delle ricerche.

''Diversi studi dimostrano che i fattori di maggiore impatto sulla qualita' della vita dei pazienti sono costituiti dalla depressione e dalla mancanza di autonomia dovuta alla malattia, e in parte alla terapia quando non riesce a raggiungere un miglioramento stabile, privo di effetti collaterali motori come le discinesie'', spiega Stefano Ruggieri, professore di neurologia alla Sapienza - Universita' di Roma.


Una meta da raggiungere e' quindi ''il miglioramento della qualita' della vita usando anche metodologie non farmacologiche. La domotica si interessa del controllo di tutto quello che contiene la propria casa facilitando o prevenendo ogni necessita' dei suoi abitanti.

Francesca De Pandis, primario dell'Istituto S. Raffaele di Cassino, ha spiegato come ''al paziente parkinsoniano oggi la domotica offre una concreta possibilita' di migliorare la sua autonomia. Le attuali tecnologie di comunicazione e di tecniche avanzate per lo studio delle abilita' motorie, in un progetto multidisciplinare (medici, bioingegneri, informatici, elettronici, terapisti occupazionali) possono tentare di superare tutte le barriere''.

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